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Visita ortottica: come si svolge?

Cosa aspettarsi da una visita ortottica: quanto dura, quali test vengono eseguiti, come prepararsi e cosa portare. Una guida pratica per adulti e genitori.

Copertina dell’articolo Visita ortottica: come si svolge?

A cosa serve la visita ortottica

La visita ortottica è una valutazione della funzione visiva che si concentra su come i due occhi lavorano insieme. Mentre la visita oculistica si occupa principalmente della salute dell'occhio e della misurazione dei difetti di vista, l'ortottista valuta l'allineamento degli occhi, i loro movimenti, la capacità di mettere a fuoco a diverse distanze e la visione binoculare, cioè la capacità del cervello di fondere le immagini dei due occhi in una sola.

Viene richiesta in situazioni diverse: nei bambini, per i controlli di routine o quando si sospetta uno strabismo o un occhio pigro; negli adulti, in presenza di visione doppia, affaticamento visivo, mal di testa legati alla lettura o allo schermo, difficoltà di concentrazione nelle attività da vicino, o dopo eventi che possono aver interessato i muscoli o i nervi oculari.

Prima della visita

Non è necessaria una preparazione particolare. È utile portare con sé eventuali occhiali o lenti a contatto in uso, i referti di visite oculistiche precedenti e, per i bambini, eventuali segnalazioni della scuola o del pediatra. Se avete notato un comportamento specifico (per esempio un occhio che devia in certi momenti), può essere d'aiuto avere alcune fotografie o un breve video, perché non sempre il fenomeno si manifesta in studio.

Per i bambini, è consigliabile scegliere un orario in cui siano riposati e non affamati: la collaborazione è importante per l'attendibilità di alcuni test. Non è necessario "prepararli" o spiegare loro cosa accadrà nei dettagli; è sufficiente presentare la visita come un momento in cui si guardano luci e figure e si fanno alcuni giochi.

Le fasi della visita

La visita inizia con un colloquio: si raccolgono le informazioni sul motivo della visita, sui sintomi, sulla storia visiva personale e familiare, sulle abitudini quotidiane (lavoro, studio, uso di schermi). Questa fase orienta il resto della valutazione.

Si passa poi alla misurazione dell'acuità visiva, cioè di quanto si vede con ciascun occhio separatamente e con entrambi, da lontano e da vicino. Nei bambini più piccoli si usano figure o simboli al posto delle lettere.

Segue la valutazione dell'allineamento degli occhi, con test come il cover test, in cui si copre alternativamente un occhio e si osserva se l'altro compie un movimento per riprendere la fissazione. Se è presente una deviazione, se ne misura l'entità in diverse posizioni di sguardo.

Si esaminano poi i movimenti oculari: si chiede di seguire con gli occhi un oggetto o una luce in varie direzioni, per verificare che tutti i muscoli funzionino correttamente e in modo coordinato.

Un'altra parte importante riguarda la visione binoculare e la stereopsi, cioè la percezione della profondità: si usano test con immagini speciali che permettono di capire se il cervello sta effettivamente usando le informazioni di entrambi gli occhi.

Infine, si valutano la convergenza (la capacità degli occhi di ruotare verso l'interno per guardare un oggetto vicino) e l'accomodazione (la capacità di mettere a fuoco a distanze diverse), che sono spesso coinvolte nei disturbi legati alla lettura e all'uso dello schermo.

Quanto dura e cosa si prova

Una visita ortottica completa dura in genere tra i trenta e i quarantacinque minuti, a seconda dell'età e della complessità del caso. Tutti i test sono non invasivi e non dolorosi. Non vengono utilizzate gocce che dilatano la pupilla, a differenza di quanto avviene in alcune visite oculistiche; se dovesse essere necessario un approfondimento di questo tipo, verrà indicato e organizzato separatamente.

Per i bambini, la visita è strutturata in modo da somigliare il più possibile a una serie di giochi. Se un bambino si stanca o non collabora, alcuni test possono essere ripetuti in un secondo appuntamento: è una situazione normale, e non compromette la valutazione.

Al termine della visita

Alla fine della visita l'ortottista spiega cosa ha osservato e consegna un referto. In base ai risultati, le possibilità sono diverse: può non emergere nulla di rilevante e viene consigliato un controllo a distanza; può essere indicato un percorso di esercizi o riabilitazione ortottica, con appuntamenti periodici; oppure può essere suggerito un approfondimento oculistico o di altro tipo.

In ogni caso, il referto è un documento che può essere condiviso con l'oculista, il pediatra o altri professionisti coinvolti, e che costituisce un punto di riferimento per i controlli successivi.

Quando rivolgersi allo studio

Una visita ortottica è indicata per i bambini nei momenti di controllo previsti dalla crescita (in genere intorno ai tre anni e prima della scuola primaria), o quando i genitori, il pediatra o la scuola notano segnali come un occhio che devia, difficoltà nella lettura, posizioni anomale della testa o affaticamento. Per gli adulti, è indicata in presenza di visione doppia, mal di testa associati ad attività da vicino, occhi stanchi o pesanti a fine giornata, difficoltà a mantenere la concentrazione sullo schermo, o dopo un evento che possa aver interessato la motilità oculare.

Se non siete certi che una visita ortottica sia quello che vi serve, potete contattarci: vi aiuteremo a capire se è il primo passo più adatto o se è preferibile partire da un'altra valutazione. Nella pagina dedicata trovate indirizzo, orari e modalità per raggiungere lo studio.

Questo articolo ha finalità informative e non sostituisce una valutazione professionale.

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