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Mio figlio ha un occhio che “scappa”

Un occhio che ogni tanto si sposta verso l’interno o verso l’esterno è una delle osservazioni più comuni dei genitori. Cosa può significare, quando è normale e quando merita una valutazione ortottica.

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Un'osservazione frequente

"Ogni tanto un occhio gli scappa." È una delle frasi che i genitori riportano più spesso quando chiamano lo studio. A volte l'osservazione riguarda un occhio che si sposta verso il naso, altre volte verso l'esterno; a volte accade solo quando il bambino è stanco, distratto o guarda qualcosa da molto vicino; in altri casi è costante.

La prima cosa da dire è che questa osservazione è quasi sempre utile, e vale la pena riferirla. La seconda è che non tutti gli occhi che "scappano" corrispondono a uno strabismo, e non tutti gli strabismi hanno lo stesso significato. Capire di che cosa si tratta richiede una valutazione.

Cos'è lo strabismo

Lo strabismo è una condizione in cui i due occhi non sono allineati sullo stesso punto: mentre un occhio fissa l'oggetto di interesse, l'altro è rivolto altrove. La deviazione può essere verso l'interno (strabismo convergente, il più frequente nei bambini piccoli), verso l'esterno (divergente), oppure, più raramente, verso l'alto o il basso.

Può essere presente in modo continuo o solo in alcuni momenti (strabismo intermittente), può interessare sempre lo stesso occhio o alternarsi tra i due. Ognuna di queste caratteristiche fornisce informazioni utili al professionista per capire l'origine della deviazione e decidere come procedere.

Le cause possono essere diverse: un difetto refrattivo non corretto (per esempio un'ipermetropia elevata che porta l'occhio a convergere nello sforzo di mettere a fuoco), un'alterazione del controllo dei muscoli oculari, o una ridotta capacità visiva di un occhio che rende più difficile mantenere l'allineamento. In una parte dei casi, lo strabismo è presente fin dai primi mesi di vita.

Quando un occhio che devia può essere normale

Nei primissimi mesi, il coordinamento tra i due occhi è ancora in fase di maturazione, e piccole deviazioni transitorie possono essere fisiologiche. In genere, entro i quattro-sei mesi di vita l'allineamento si stabilizza. Una deviazione che persiste oltre questa età, o che appare per la prima volta dopo, merita di essere valutata.

Esiste poi una condizione, detta pseudostrabismo, in cui gli occhi sembrano deviati ma in realtà non lo sono. Succede in particolare nei bambini con un ponte nasale ancora largo e piatto, o con una piega cutanea (l'epicanto) che copre parte dell'angolo interno dell'occhio: la sclera visibile è asimmetrica e l'occhio sembra rivolto verso il naso, anche se guarda dritto. Distinguere uno pseudostrabismo da uno strabismo vero non è possibile "a occhio": servono test specifici, che fanno parte della valutazione ortottica.

Perché conviene non aspettare

Quando i due occhi non sono allineati, il cervello del bambino riceve due immagini diverse. Per non vedere doppio, tende a ignorare quella dell'occhio deviato. Se questo meccanismo si protrae, l'occhio ignorato può sviluppare una riduzione della capacità visiva (ambliopia) e la capacità di usare i due occhi insieme (visione binoculare, che include la percezione della profondità) può non svilupparsi appieno.

Il sistema visivo è più plastico nei primi anni di vita. Per questo, individuare uno strabismo presto permette in genere di intervenire in un momento più favorevole. La convinzione che "passerà crescendo" è comprensibile, ma nella maggior parte dei casi non è supportata: uno strabismo vero non tende a risolversi spontaneamente.

Come si valuta

La visita ortottica per un occhio che devia comprende l'osservazione dell'allineamento in diverse posizioni di sguardo e a diverse distanze, il test del riflesso corneale (dove si riflette una piccola luce nella pupilla), il cover test (si copre alternativamente un occhio e si osserva se l'altro compie un movimento per fissare), la misurazione dell'entità della deviazione e la valutazione della motilità oculare, cioè di come si muovono gli occhi seguendo un oggetto.

Si valuta inoltre l'acuità visiva di ciascun occhio, per verificare che non ci sia una differenza tra i due, e la presenza di visione binoculare. Tutti questi test sono non invasivi e vengono adattati all'età del bambino; con i più piccoli si utilizzano giochi, luci e figure.

La valutazione ortottica si affianca a quella oculistica, che comprende la misurazione del difetto refrattivo (spesso con l'uso di gocce che dilatano la pupilla) e il controllo della salute dell'occhio. In base ai risultati, il percorso può includere occhiali, esercizi o trattamenti specifici, e in alcuni casi una valutazione chirurgica.

Quando rivolgersi allo studio

Prenotate una valutazione se avete notato una deviazione di un occhio che persiste oltre i sei mesi di vita o che compare per la prima volta in un bambino più grande; se la deviazione è visibile nelle foto (un riflesso della luce non simmetrico nelle due pupille è un indizio utile); se il bambino chiude un occhio alla luce del sole o inclina la testa abitualmente; se lamenta di vedere doppio; oppure se un familiare stretto ha avuto uno strabismo.

Portare con sé alcune fotografie del bambino in cui la deviazione è visibile può essere utile, perché lo strabismo intermittente non sempre si manifesta durante la visita. Nel nostro studio, la prima valutazione è anche il momento per spiegare ai genitori cosa abbiamo osservato e quali sono i passi successivi.

Questo articolo ha finalità informative e non sostituisce una valutazione professionale. Per qualsiasi dubbio, rivolgetevi al pediatra, all'oculista o a un ortottista.

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Gli articoli sono generali: il vostro caso lo si guarda in studio. Una valutazione ortottica chiarisce in mezz'ora quello che una ricerca online non spiega.