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Cosa fa l'ortottista? La differenza con l'oculista

Ortottista e oculista lavorano spesso insieme, ma sono due professionisti diversi. Vediamo di cosa si occupa l'ortottista e quando è la figura giusta da contattare.

Copertina dell’articolo Cosa fa l'ortottista? La differenza con l'oculista

A cura di Dott. Giacomo Cataldi — Ortottista

«Devo andare dall'oculista o dall'ortottista?» È una domanda che sentiamo spesso, sia da genitori che da adulti con affaticamento visivo. La risposta breve è: dipende dal problema, e spesso serve la collaborazione di entrambi i professionisti. In questo articolo chiariamo cosa fa concretamente l'ortottista, quale percorso di studi segue e in quali casi può essere la prima figura da contattare.

Chi è l'ortottista: formazione e ambito di lavoro

L'ortottista è un professionista sanitario laureato, abilitato in Italia alla prevenzione, valutazione e riabilitazione dei disturbi motori e sensoriali della vista, oltre che all'esecuzione di esami oftalmologici strumentali. In Italia si diventa ortottisti dopo una laurea in Ortottica e Assistenza Oftalmologica, spesso seguita da percorsi di specializzazione post-laurea.

Cosa fa nella pratica: valutazioni funzionali, non solo occhiali

Il lavoro dell'ortottista si concentra su come i due occhi lavorano insieme: allineamento (per individuare o escludere uno strabismo), motilità oculare, capacità di mettere a fuoco da vicino, percezione della profondità e visione binoculare in generale. A differenza di un controllo della vista generico, la visita ortottica indaga in modo specifico questi aspetti funzionali, spesso alla base di sintomi come mal di testa, affaticamento visivo o visione doppia.

Ortottista vs oculista: due ruoli complementari

  • L'oculista è un medico specializzato in oftalmologia: diagnostica le malattie dell'occhio, prescrive farmaci e occhiali ed esegue interventi chirurgici.
  • L'ortottista è il professionista sanitario che valuta e riabilita il modo in cui i due occhi lavorano insieme, con esami ed esercizi specifici, in autonomia per la parte riabilitativa e in collaborazione con l'oculista per la parte diagnostica e chirurgica.

Non sono, quindi, due alternative tra cui scegliere una volta per tutte: spesso i percorsi si intrecciano, ed è il tipo di problema a indicare naturalmente da chi conviene iniziare.

Quando rivolgersi all'ortottista

È utile prenotare una visita ortottica in presenza di segnali come occhi che non sembrano allineati, testa inclinata, difficoltà a leggere o a copiare dalla lavagna nei bambini; oppure, negli adulti, mal di testa da lettura o computer, visione doppia o affaticamento visivo persistente. È indicata anche nei percorsi di riabilitazione visiva legati a patologie neurologiche.

Quando serve invece l'oculista

Se il sospetto riguarda una malattia dell'occhio, ad esempio un problema alla retina, una cataratta o un aumento della pressione oculare, oppure se serve una prescrizione di lenti o farmaci, la figura di riferimento è l'oculista. In caso di dubbio su chi contattare per primo, potete comunque scriverci: vi aiutiamo a orientarvi.

Come lavoriamo insieme, nel nostro studio

Nel nostro studio a Roma Ovest lavoriamo entrambi come ortottisti, spesso in collaborazione con l'oculista di fiducia della famiglia o del paziente. Se avete dubbi su quale professionista contattare per primo, una valutazione ortottica può essere un punto di partenza utile per fare chiarezza.

Articolo scritto e revisionato da Dott. Giacomo Cataldi, ortottista laureato in Ortottica ed Assistenza Oftalmologica presso l'Università di Roma Tor Vergata, con Master in Chirurgia Oftalmica conseguito presso l'Università La Sapienza e oltre 15 anni di esperienza clinica con pazienti pediatrici e adulti.

Contatti

Un dubbio su quanto avete letto?

Gli articoli sono generali: il vostro caso lo si guarda in studio. Una valutazione ortottica chiarisce in mezz'ora quello che una ricerca online non spiega.