L’ambliopia , meglio conosciuta come “occhio pigro”, è una sindrome trattabile se diagnosticata in tempo, con grandi possibilità di recupero fino all’età di 8 anni.
CHE COS’È? - Si tratta di una condizione visiva ridotta in un solo occhio dovuta al fatto che il cervello ha imparato a preferire nel corso del tempo l’altro. Spesso l’ambliopia si manifesta in maniera evidente ma comuni sono i casi in cui risulta difficile notare questa sindrome tant’è che il bambino che ne soffre non sempre è consapevole della sua condizione. È in questi ultimi casi che entra in gioco l’ortottista che, grazie alla specializzazione nella terapia ortottica e all’ausilio di strumenti e attrezzature adeguate,
diagnostica e agisce sull’ambliopia.COME AGIRE? - Il primo passo nel trattamento dell’occhio pigro resta comunque l’azione del genitore che è chiamato a monitorare gli atteggiamenti comportamentali del proprio figlio durante le sue attività quotidiane quali lo studio, lo sport, le attività didattiche e quelle ludiche. Un ottimo metodo è quello di controllare il bambino attraverso le fotografie e soffermarsi in particolare sugli occhi e sulla postura. Non sono rari, infatti, i casi in cui si presenta un atteggiamento anomalo del capo (PAC) che condiziona la condizione visiva del fanciullo. Ma i compiti del genitore non finiscono di certo qui. Egli, infatti, avrà il dovere di far rispettare al bambino le istruzioni della terapia e di aiutarlo nelle attività artistiche che comprendono colorare, dipingere, tagliare, incollare e leggere ed anche negli sport o giochi che richiedono precisione e coordinamento occhio-mano (come il lancio della palla), tenendo presente che la percezione della profondità sarà ridotta a causa della benda. Tutto ciò garantisce un buon risultato per il recupero della visione nell’occhio pigro.
IL TRATTAMENTO MEDICO – La terapia maggiormente adottata per il recupero funzionale di un occhio ambliope è quella che prevede il bendaggio con una copertura attraverso l’utilizzo di una benda sull’occhio sano per riattivare quello pigro. Il tutto dev’essere condotto dallo specialista che non solo stabilisce le ore di terapia ma monitora attentamente la situazione attraverso controlli periodici. Chiaramente vi sono bambini che si rifiuteranno di eseguire il bendaggio perché intimoriti e imbarazzati di fronte al giudizio dei compagni di scuola. Ma non scoraggiatevi, mamme! Il trattamento terapeutico non necessariamente richiede l’utilizzo della benda durante le attività scolastiche. E non dimenticate che un grande aiuto per il bambino può essere offerto da tutti coloro i quali mostreranno il loro supporto e lo incoraggeranno a continuare il trattamento. Se si tratta di un difetto di nascita, fai visitare attentamente il tuo bambino per individuare altri eventuali problemi. La cura dell’ambliopia è una delle più soddisfacenti. Senza medicamenti, chirurgia o ricovero, si può dare la vista all’occhio di un bambino che altrimenti ne sarebbe privo.
Dott.ssa Simona Ferracci
Dott. Giacomo Cataldi